Sul 5G l’Europa può battere la Cina, Ericsson leader nei brevetti

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Per il Ceo dell’azienda svedese Ekholm, a rallentare lo sviluppo della nuova tecnologia potrebbero essere il quadro normativo ancora incerto e un’eccessiva cautela, ma la partita è ancora molta aperta.

Vi ricordate la Ericsson ed i suoi primi telefoni cellulari ? Bene il su Ceo Börje Ekholm sosterrebbe che nella corsa al 5G la Cina non sia così avanti come si pensa. La società Bird&Bird è uno studio legale internazionale specializzato in brevetti e tecnologia. Un suo report sui brevetti essenziali per questa tecnologia smentisce smontando le analisi secondo cui la Cina sarebbe in testa alla gara del 5G. “È tempo di affrontare i fatti sul 5G in Europa – scrive nel blog aziendale il ceo Börje Ekholm – Mentre la corsa globale per il 5G si riscalda, ci sono voci, mezze verità e miti sul 5G in Europa”.

Lo studio di Bird&Bird certifica che in Europa si fa ricerca di qualità. Infatti qui nasce il 26,8% di tutti i brevetti essenziali per il 5G. Tra le aziende che maggiormente stanno contribuendo Ericsson è al primo posto con il 15,8% di tutti i brevetti nel mondo. Seguono Samsung con il 14,1%, Qualcomm con il 12,6%, Nokia con il 10,9% e ultima (in Europa) Huawei con il 10,9%.

Questo potrebbe cambiare lo scenario di chi teme un rallentamento nella costruzione delle reti se Huawei, con il Golden Power sul 5G venisse esclusa dalla fornitura. E se “l’Europa corre il rischio di rimanere indietro nel 5G, rispetto a Nord America, Nord Est Asiatico e Australia – sottolinea Ekholm – ciò è dovuto a problemi strutturali, non a problemi con un particolare fornitore”.

il Ceo di Ericsson Börje Ekholm

La chiave di lettura

Una possibile chiave di lettura è che in Europa si punta maggiormente ad una ricerca di qualità, con risultati molto positivi. Ogni anno Ericsson investe quasi il 20% dei propri ricavi in attività di ricerca. La maggior parte dei quali ora focalizzati sul 5G.  Al primato nello sviluppo dei brevetti per il 5G contribuiscono anche i circa 700 ricercatori di Ericsson in Italia, dislocati sui centri di Genova, Pisa e Pagani. Dall’anno 2000 sono oltre 600 i brevetti prodotti dai ricercatori di Ericsson in Italia.

Come è messa l’Europa

Il rapporto sul 5G di Northstream per l’Europa evidenzia “un pericoloso approccio “aspetta e vedi” al 5G tra alcuni regolatori e fornitori di servizi” sottolinea Ekholm e “il più grande blocco riguarda principalmente le politiche normative.

Come sono distribuiti i brevetti in Europa

Ad esempio, l’asta di spettro in Germania ha tassato i fornitori di servizi di 6,5 miliardi di euro. Ciò corrisponde a oltre 200.000 siti, che avrebbero fornito alla Germania una copertura che potrebbe superare gli obiettivi del governo”. Un altro fattore chiave è il cattivo clima per gli investimenti per i fornitori di servizi europei. Come industria, a malapena restituiscono il costo del capitale, rendendo molto difficile giustificare gli investimenti in nuove tecnologie”. “Rimanere indietro sul 5G – conclude Ekholm – metterà a rischio la base industriale europea. Con due distributori globali con sede in Europa (Ericsson e Nokia) il continente ha i prerequisiti per guidare. E siamo pronti ad aprire la strada”.

Se gli Stati Uniti e la Cina hanno capito che il 5G è la “spina dorsale” per la digitalizzazione della società, l’Europa non sembra altrettanto reattiva. Come non lo è stata in passato, con il 4G. Non è stato un caso se le imprese capaci di trarre il massimo vantaggio dalle reti di quarta generazione, come Alibaba, Netflix e Tencent, non siano europee. L’Europa deve svegliarsi ed iniziare a “contare qualcosa davvero”….tutto qui.

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