Se Windows fosse Android: Bill Gates ammette i suoi errori.

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In un’intervista recente il co-fondatore dell’azienda di Redmond ha ammesso i suoi errori nel non aver saputo prevedere l’avvento del mobile. Piangere sul latte versato ora serve a poco, perché la nuova sfida con Google su cloud e Intelligenza Artificiale è ancora tutta da decidere

In un’intervista alla società di venture capital Village Global, Bill Gates ha ammesso che il suo errore più grande è stato quello di non dare a Windows la possibilità di diventare quello che è oggi Android. Ecco esattamente cosa ha detto:

«Il mondo del software e un mercato dove il vincitore si prende tutto. Quindi il mio più grande errore è stato quello di avere in azienda un management sbagliato che non ha permesso a Microsoft di essere ciò che oggi è Android. Oggi Android è lo standard per gli smartphone non-Apple. Era una cosa che Microsoft avrebbe dovuto diventare per sua natura. Ecco la conferma di quanto detto prima, è davvero il vincitore che si prende tutto. Se sei presente sul mercato con la metà delle app o con il 90% delle app non è la stessa cosa.

Questa è la prima volta che Gates si assume la responsabilità di non aver fatto ciò che era necessario per portare Microsoft dove è oggi Android. Nel

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corso degli anni, il passo falso è sempre stato associato al CEO Steve Ballmer, che sminuì l’impatto che l’iPhone di Apple avrebbe avuto sul mobile computing. Il commento più comune su questo argomento è sempre stato che Microsoft ha perso il treno del mobile. Ha giudicato erroneamente l’importanza degli smartphone nel sottrarre attenzione e tempo di utilizzo ai PC. Ciò che traspare dai commenti di questa settimana è una

condivisione di responsabilità da parte di Bill Gates. Ma soprattutto un’ammissione di aver mancato un’opportunità importante di monetizzazione delle nuove abitudini dei consumatori.

Bisognava guardare in grande

Nel 2008, il fatturato di Microsoft era ancora fortemente dipendente dalle vendite di licenze software, come si capisce chiaramente da una lettera agli azionisti risalente a quel periodo.

La performance di Microsoft era legata principalmente al mercato delle imprese e solo indirettamente al mercato dei consumatori. Con questo intendiamo dire che gli acquirenti di PC stavano comprando hardware che girava con Windows. Non stavano comprando direttamente Windows. Di conseguenza, Microsoft vedeva i consumatori solo come una metaforica linea tratteggiata verso un canone di licenza piuttosto che un chiaro target di riferimento.

Non era naturale

Con l’ascesa di iPhone e Android, Microsoft non ha guardato al mobile in un modo concettualmente diverso dai PC. Il mercato mobile era solo un altro canale per la sua attività di vendita di licenze e software. Di certo non rappresentava una nuova opportunità per ripensare l’impegno con i consumatori: Windows doveva essere qualcosa che amano, non solo qualcosa che usano, come dirà poi l’attuale CEO Satya Nadella molti anni dopo.

Google ha avuto la lungimiranza di apprezzare l’impatto reale che il mobile avrebbe avuto sul suo core business e ha avuto il vantaggio di avere un core business che già incentrato sui consumatori. Passare da Android come veicolo di ricerca e pubblicità a Android come piattaforma per tutti i suoi servizi è stata per Google una naturale evoluzione. Se si considerano le priorità iniziali di Google per Android, era chiaro che l’obiettivo fosse diverso

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da quello di Apple. Un app store era necessario per competere con iOS, ma non è stato interpretato come una seria fonte di entrate future. I servizi di Google sui telefoni hanno generato quella fonte di reddito indirettamente, cioè favorendo l’engagement degli utenti con l’ecosistema. Un engagement di cui ha poi beneficiato a sua volta il core business della ricerca e della pubblicità online.

Queste riflessioni sui momenti cruciali del passato arrivano con una tempistica perfetta. Nell’ambito del cloud e della Intelligenza Artificiale, Google e Microsoft sono pronte a ingaggiare una nuova contesa. Entrambe le aziende si stanno rivolgendo alle imprese con soluzioni basate su

queste tecnologie. Google sta chiaramente mantenendo i suoi investimenti nel mercato consumer, pur cercando di distinguere al meglio i due mercati in modo che sia chiaro che i modelli di business in queste due aree sono differenti.

Una gara che si ripete

Quello che non abbiamo ancora visto chiaramente è come Microsoft utilizzerà il Cloud e l’IA per concentrarsi sul mercato consumer.. Ci sono prodotti come Office 365, Surface e Xbox che rivestono un ruolo rilevante sia per i consumatori che per le imprese. Ma credo che ci sia un ruolo molto più ampio che Microsoft potrebbe svolgere in un mondo in cui la separazione tra casa e lavoro diventa sempre meno netta. Per un numero crescente di utenti i dispositivi, il software e i servizi utilizzati al lavoro sono anche quelli che si utilizzano nella vita privata.

Questo significa che c’è un’opportunità significativa di usare il cloud e l’IA per migliorare l’esperienza utente in generale, come ? Utilizzando i dati su tutta la linea per dare un valore aggiunto al consumatore senza necessariamente attingere a una monetizzazione indiretta. Se sviluppato in maniera adeguata, questo valore aggiunto di intelligenza, protezione dei dati e privacy potrebbe costituire di per sé una fonte di entrate dirette. Apple ad esempio ne è ancora fermamente convinta:  l’hardware e i servizi sono i due ambiti da cui l’azienda punta a ricavare i suoi profitti.

Riflettere sui se e sui ma della vecchia battaglia per il dominio del mercato mobile è ormai alquanto irrilevante. Oggi è un momento storico in cui i nostri punti di contatto con la tecnologia si sono moltiplicati. Anche perché in questo modo non si dice quale fosse il vero obiettivo: conquistare i consumatori. Sfruttando le piattaforme mobili esistenti oggi per creare sinergie con tutte le parti dell’ecosistema, i servizi Microsoft potrebbero essere sufficientemente profittevoli per l’azienda stessa. Ma per cogliere questa opportunità Microsoft deve concentrarsi sul fattore umano, sia che l’utente stia usando i suoi prodotti a casa o in ufficio. Un approccio che forse l’azienda guidata da Bill Gates e poi Steve Ballmer non avrebbe potuto seguire, ma che è certamente alla portata della Microsoft del 2019.

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