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NVIDIA GeForce RTX 2080Ti e GTX 2080 alla prova con l'HDR

Anche utilizzando l'High Dynamic Range le nuove schede video NVIDIA GeForce RTX 2080 e GeForce RTX 2080Ti assicurano un livello prestazionale molto elevato. Le abbiamo messe alla prova usando uno schermo Acer Predator X27, 4K con supporto G-Sync, a confronto con le altre schede che supportano l'HDR

NVIDIA GeForce RTX 2080Ti e GTX 2080 alla prova con l'HDR

Nel corso della nostra analisi delle schede video NVIDIA GeForce RTX 2080Ti e GeForce RTX 2080, entrambe in declinazione Founder's Edition, abbiamo evidenziato come questi prodotti siano in grado di raggiungere un livello prestazionale che rappresenta quanto di meglio sia al momento attuale possibile ottenere con singole schede video destinate al pubblico dei videogiocatori.

Tutto questo ha ovviamente un costo, non da sottovalutare: i listini delle nuove schede sono infatti non solo superiori a quelli attualmente praticati con i modelli che vanno a sostituire sul mercato, rispettivamente le schede GeForce GTX 1080Ti e GeForce GTX 1080, ma sono anche più alti di quelli praticati per queste ultime al momento del loro debutto sul mercato. Tanta potenza di paga, viene da pensare, ed in effetti questa è la conclusione alla quale siamo arrivati nel corso della nostra iniziale analisi.

Le nuove schede NVIDIA, già dalla versione Founder's Edition proposta dall'azienda americana, spiccano infatti per l'abbinamento tra potenza di elaborazione e funzionamento silenzioso. La rivisitazione completa nel design delle schede Founder's Edition ha infatti permesso di gestire in modo più efficiente il calore, mantenendo le temperature sempre sotto controllo pur con un funzionamento più silenzioso nel complesso.

Il boost prestazionale è quindi ben evidente già con i titoli in commercio, ma NVIDIA ha promesso ancora di più sfruttando queste schede con le tecniche di Ray Tracing che per la prima volta sono supportate direttamente in hardware dalla GPU. Si tratta della vera novità delle schede basate su architettura Turing, ma che necessita ancora di un po' di tempo per potersi definitivamente concretizzare.

Con l'aggiornamento di Ottobre 2018 del proprio sistema operativo Windows 10 Microsoft ha reso disponibili le DirectX Raytracing, componente fondamentale per poter sfruttare il Ray Tracing in hardware con i titoli compatibili. Accanto a questo serve la disponibilità di videogiochi che implementino supporto al Ray Tracing: i primi sono attesi al lancio nel corso di questo trimestre, con altri che seguiranno.

Ray Tracing per tutto e per tutti, quindi? Non proprio, quantomeno per ora. L'impatto prestazionale dato dall'utilizzo di queste tecniche è a dir poco consistente, al punto da non renderne sensato l'utilizzo per tutta la scena ma solo per generarne alcune delle componenti. Parliamo di conseguenza di rendering ibrido, nel quale parti elaborate via Ray Tracing andranno affiancate ad altre generate con le tradizionali tecniche di rasterizzazione che sino ad oggi ci hanno accompagnato nel contesto della grafica videoludica.

Chi acquista le schede GeForce RTX in questo momento deve quindi farlo pensandone principalmente all'utilizzo con i titoli ora in commercio, non solo in prospettiva con i titoli che implementeranno supporto Ray Tracing. Con quest'ottica di utilizzo le schede Turing permettono di offrire un livello prestazionale molto elevato, garantendo frames al secondo anche alla risoluzione 4K tali da garantire adeguata fluidità delle scene.

Altra caratteristica molto interessante di queste schede, che sta prendendo piede all'interno degli engine dei videogiochi, è anche il supporto all'High Dynamic Range o HDR. Questa tecnica permette di rendere ancor più definite e realistiche quelle parti delle scene caratterizzate da un forte contrasto tra illuminazione e buio: ne migliora il realismo della rappresentazione e in generale la spettacolarità.

Per poter sfruttare al meglio l'HDR è indispensabile utilizzare uno schermo compatibile, oltre ovviamente ad un gioco che ne permetta l'abilitazione. Ci siamo serviti dello schermo Acer Predator X27, uno dei due modelli in commercio che abbina risoluzione massima 4K, supporto HDR e alla tecnologia G-Sync.

Dal punto di vista costruttivo si tratta di un monitor che implementa soluzioni stilistiche che strizzano l'occhio all'appassionato di videogiochi, ma che al contempo è dotato di caratteristiche peculiari come le paratie superiori e laterali che proteggono dalla luce ambiente e che tipicamente sono adottate in schermi professionali per il fotoritocco. La risoluzione massima del pannello IPS è come detto quella di 3.840x2.160 pixel, abbinata al supporto HDR e alla possibilità di gestire anche la tecnologia G-Sync. La frequenza di refresh massima si spinge, con connessione Display Port, sino a 144 Hz via overdrive del pannello: si tratta delle stesse specifiche dello schermo ASUS ROG Swift PG270UQ che abbiamo recensito a questo indirizzo e che con la soluzione Acer condivide il pannello da 27 pollici di diagonale.

Come si comportano le schede video NVIDIA GeForce RTX 2080Ti e GeForce RTX 2080 utilizzando l'High Dynamic Range? Per dare risposta a questa domanda abbiamo utilizzato alcuni titoli compatibili, servendoci delle impostazioni qualitative più spinte alle risoluzioni di 2.560x1.440 pixel e 3.840x2.160 pixel e mettendo a confronto le nuove schede Turing con quelle NVIDIA GeForce GTX 1000 e AMD Radeon RX Vega.

L'incidenza dell'HDR sui frames al secondo medi varia molto da titolo a titolo e in funzione del tipo di scheda video utilizzata, con un impatto che può variare da pochi punti percentuali sino a un margine più consistente che supera il 20%. Al crescere della risoluzione video, passando da 2.560x1.440 pixel sino a 3.860x2.140 pixel, notiamo un impatto più consistente sui frames al secondo medi ma molto dipende dalla singola scheda utilizzata oltre che dalla complessità della scena che viene misurata in riproduzione.

Abilitando l'HDR ne migliora l'esperienza di gioco complessiva, con un comportamento dinamico che è ancora più spinto e permette di riprodurre scenari più realistici. In questo senso l'HDR opera con una finalità che è molto simile a quella del Ray Tracing: fornire un'esperienza di gioco, nello scenario 3D riprodotto dal sistema, che sia quanto più possibile fedele ad una rappresentazione vera della realtà in termini di contrasto, luminosità, riflessione e rifrazione delle sorgenti luminose.

L'adozione dell'HDR nei videogiochi è però ben più rapida che il Ray Tracing, in quanto questa tecnica viene supportata da tutte le GPU più recenti sia NVIDIA che AMD. Quello che in parte frena l'utilizzo dell'HDR è il costo degli schermi, che tende ad essere più elevato a parità di dimensioni e risoluzione. Il pannello Acer Predator X27, ad esempio, viene venduto a 2.499€ IVA inclusa nel mercato nazionale: è una cifra elevata in assoluto, giustificata dal contenuto tecnologico tra risoluzione 4K, supporto HDR 1000 e compatibilità con la tecnologia G-Sync ma che certamente non può essere alla portata di chiunque.

L'architettura Turing è la più veloce al momento in commercio: eravamo arrivati a questa conclusione nel corso della nostra prima analisi, e tale esito è confermato anche utilizzando l'High Dynamic Range all'interno dei giochi che lo supportano. Non solo tanti frames al secondo medi, quindi, ma pixel che sono più belli grazie all'HDR e che nelle intenzioni di NVIDIA lo diventeranno ancora di più quando il Ray Tracing verrà adottato in massa.

Fonte: Hwupgrade.it

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