Lezioni online: arriva l’app per smascherare chi imbroglia o si distrae

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Tra i tanti nodi venuti al pettine riguardo l'insegnamento online c'è, senz'altro, anche la difficoltà di esprimere una valutazione sulla preparazione degli studenti. Il problema è concreto e va affrontato anche con l'aiuto delle tecnologia: ecco come.

Come da indicazione ministeriale scuole e università stanno adottando sempre di più le prove a distanza, con il rischio di copiature o perfino di scambi di persona. Ma come evitare tutto questo ? La tecnologia può venicrci in aiuto ? La risposta è si, e di seguito vi spieghiamo come.

Dai genuini problemi di connessione ai tentativi più o meno astuti di tenere gli appunti la casistica è veramente varia. Addirittura si è arrivati ad avere un suggeritore sottomano, davvero incredibile, vero ? Cos, era solo questione di tempo prima che qualcuno proponesse delle soluzioni digitali per saggiare la buona fede degli esaminandi; la pratica si chiama proctoring online, e consiste nel vigilare sul corretto svolgimento dell’esame, a partire dall’identificazione dell’interlocutore. In alcuni stati esteri questa pratica è già in uso.

Come evitare gli imbroglioni durante gli esami online.

Cosa viene in nostro aiuto ?

Rientra proprio in questo filone la nuova web app 110 Cum Laude, che promette di riconoscere chi imbroglia durante gli esami online. Addirittura garantisce di poter riconoscere chi si distrae durante le lezioni a distanza, il tutto sfruttando machine learning e riconoscimento facciale.

Il software, che non necessita di essere installato sul PC, funziona parallelamente alla piattaforma scelta per la didattica online, da Zoom a Google Meet. Si paga in base al minutaggio utilizzato, potremmo definirla “as a service”. Ci sono due modalità: la prima, Lessons, dovrebbe aiutare a mantenere il controllo della classe durante le lezioni online, verificando in tempo reale se gli studenti sono distratti o se c’è stato uno scambio di persona.

La seconda, Exams, segnala se durante un esame online gli studenti stiano imbrogliando. La tecnologia proprietaria permetterebbe di rilevare, ad esempio, la presenza di un suggeritore vicino allo studente, ma anche la posizione della testa e la traiettoria dello sguardo, rivelatrici della presenza di appunti nascosti. Un bel passo in avanti per smascherare chi imbroglia o si distrae non credete ?

In lavorazione anche la possibilità di individuare l’uso di cuffie, smartphone o suggeritori non inquadrati dalla webcam, attraverso il riconoscimento del tono di voce di chi sta sussurrando.

L’APP che promette di smascherare chi imbroglia durante gli esami.

Non solo: la tecnologia alla base della web app continuerebbe a “imparare” nel tempo, grazie alla mole di dati analizzati con il machine learning. Essa sarebbe basata su reti neurali in grado di apprendere durante l’utilizzo proprio come l’Intelligenza Artificiale. Il tutto nel rispetto del GDPR, poiché i dati non sono salvati in locale e nemmeno sul server; invece, un fotogramma viene prelevato dal flusso video e inserito nella RAM, memoria volatile per eccellenza, per essere analizzato dagli algoritmi che ne traggono dati anonimi su movimento, emozioni, età e genere.

Come spiega il fondatore dfell’APP: <<Pensiamo di aver creato un prodotto semplice e facilmente applicabile, ma allo stesso tempo molto potente. Il software implementa una tecnologia innovativa introducendo il rilevamento costante dello stato d’animo e delle emozioni dello studente durante l’esame. Tutto questo senza dimenticare di realizzare una soluzione GDPR compliant e quindi in grado di garantire il pieno rispetto per la privacy degli studenti>>

Quindi…vietato copiare !

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