Le reti 5G in Europa a rischio attacchi da parte di Stati esteri

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Nella giornata di ieri la UE con un proprio comunicato stampa ha reso noto che gli Stati membri, con il sostegno della Commissione e dell’Agenzia europea per la cybersicurezza, hanno pubblicato una relazione sulla valutazione coordinata dei rischi sulla cybersicurezza nelle reti di quinta generazione (5G).

Le reti 5G in Europa potrebbero essere vulnerabili ad attacchi informatici, sostenuti da Stati stranieri. A porre l’accento su questo problema molto serio, è un nuovo documento, frutto della collaborazione tra Commissione Ue e Agenzia europea per la cybersicurezza (Enisa). L’Agenzia mette in guardia sul rischio a cui i vari paesi membri possono andare incontro consegnando la realizzazione di infrastrutture di telefonia mobile nelle mani di aziende legate a governi non democratici e poco affidabili. Sembra implicito il riferimento a società straniere come Huawei, vero e proprio convitato di pietra della valutazione elaborata dagli esperti del gruppo di cooperazione Nis.

La posizione dell’Europa

Obiettivo dichiarato dell’Unione é la creazione di un mercato unico digitale sicuro, con standard di sicurezza certificabili, alle reti e ai prodotti (hardware e software) e processi. La relazione pubblicata ieri si innesta, pertanto, nel quadro della raccomandazione proposta a fine marzo dalla Commissione per un approccio europeo comune alla sicurezza delle reti 5G. E già ventiquattro Stati membri dell’Unione avevano adempiuto attraverso la creazione di valutazioni dei rischi nazionali legate alla protezione delle loro reti 5G.

Cyber: pubblicata relazione su valutazione rischi delle reti 5G
Il rischio hackeraggio effettuato da Stati non membri UE

Le reti di quinta generazione (5G) – fattore di sviluppo globale che Abi Research prevede siano in grado di produrre ricavi a livello internazionale per un valore di 225 miliardi di euro entro il 2025. Esse sono destinate ad assumere un ruolo strategico per la crescita dell’economia e della società europea, sempre più digitalizzate.

Miliardi di oggetti (tablet, smartphone, telecamere, elettrodomestici) sistemi e ambienti (case e uffici intelligenti) saranno connessi attraverso questa moderna tecnologia che interesserà settori cruciali come l’energia, i trasporti, la finanza e la sanità, veicolando via network dati e informazioni sensibili. Pertanto, sarà necessario assicurare resilienza e sicurezza delle reti 5G. In proposito, gli esperti del Nis sottolineano che l’aumento dei rischi è collegabile sia ad aspetti di innovazione tecnica, sia al ruolo esercitato dai fornitori, dei quali va considerato attentamente il profilo di rischio.

Quali rischi sono da tenere in considerazione ?

Più in particolare, l’introduzione del 5G implica una maggiore esposizione agli attacchi informatici da un lato, a causa di lacune nello sviluppo software o di apparecchiature e funzioni di rete più sensibili, dall’altro, in conseguenza della troppa dipendenza da imprese fornitrici, il cui grado di affidabilità può essere compromesso dal legame con governi stranieri, dal quale subiscono interferenze e condizionamenti politici.

Non è difficile, in questa diatriba, ravvisare l’identikit di una compagnia come Huawei. Il colosso cinese escluso dal mercato 5G degli Usa, sospettata di connivenza con lo spionaggio della Cina, cerca sollecitamente di blandire le autorità preposte alla cybersicurezza Ue per scongiurare lo stesso esito in Europa.

Speriamo che la UE tenga fede a queste logiche sulla nostra sicurezza e non si pieghi alle logiche del profitto.

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