Hacker all’attacco della Pec: violati 500 mila account di posta elettronica certificata

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Sarebbero coinvolte anche 9 mila caselle di magistrati e 98 mila collegate al Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, che potrebbero quindi essere utilizzate da ministeri e servizi segreti

Non sono solo le mail di 9 mila magistrati a essere state sottratte durante un attacco hacker avvenuto la notte del 12 novembre contro il centro dati Telecom di Pomezia. Coinvolte nel furto sarebbero circa 98 mila caselle di posta elettronica certificata collegate al Cisr, Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, che potrebbero quindi interessare anche account di ministeri e servizi segreti. «L’attacco è stato il più grave da gennaio di quest’anno, ha avuto ricadute importanti, ma con il governo vi stavamo lavorando da tempo. La situazione risulta sotto controllo», ha spiegato il Vicedirettore generale responsabile per il Cyber del Dis, Roberto Baldoni, al termine di un tavolo tecnico che si è tenuto lunedì a Roma.

L’attacco, fermato con la disattivazione dei server pochi minuti dopo la mezzanotte del 14, ha interessato in totale 500 mila account Pec, dai quali risulta siano stati esfiltrati i dati personali dei proprietari, anche se non è dato sapere se siano stati già utilizzati. Prima conseguenza era stata un disservizio su tutto il territorio nazionale dei servizi informatici degli uffici giudiziari dei distretti di Corte d’appello. L’operazione, sulla quale sta lavorando la Polizia Postale, sarebbe partita dall’estero: «l’unico dato certo – ha spiegato Baldoni -, è che non è partito dall’Italia».

A partire da ora il Cisr fa sapere che sarà implementato un piano che prevede la costituzione di un perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, volto a tutelare maggiormente le pubbliche amministrazioni e la costituzione di un centro di valutazione e certificazione nazionale presso il Mise. La decisione arriva a poche settimane dalla «settimana nera della cybersecurity», durante la quale il collettivo di hacker noto con il nome di Anonymous ha preso di mira istituzioni pubbliche e istituti di ricerca.

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