Così Amazon uccide la dignità dei lavoratori e l’economia locale

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Sfruttamento dei lavoratori, aumento della povertà, crisi dei piccoli negozianti, impoverimento dell'economia locale. Massimo Angelini riassume le drammatiche conseguenze legate alla crescita del colosso dell'ecommerce e invita tutti a dissociarsi da quello che oggi si presenta come il monopolio in più rapida espansione e commercialmente più aggressivo.

“Amazon addio”. Questo il nome dell’iniziativa lanciata da Massimo Angelini e rilanciata da Comune-info contro la più grande Internet company al mondo, una delle più grandi società del pianeta.

“Amazon – scrive Massimo Angelini – sta guadagnando una posizione di monopolio mondiale straordinaria e pericolosa: la sua crescita, accompagnata da una progressiva concentrazione e automazione dei processi di distribuzione, sempre più di frequente viene associata:
– alla chiusura di negozi e librerie, e alla conseguente perdita di posti di lavoro;
– a una riduzione della qualità del lavoro, sempre più misurato, controllato, malpagato, precario, e meno tutelato;
– all’elusione della tassazione nei paesi dove opera, compresa l’Italia”.

Un esempio dei magazzini di smistamento Amazon in UK

Perchè ostacolare Amazon

“In questo scenario – si legge ancora – chiude il piccolo commercio, si perdono posti di lavoro, si perdono garanzie per quelli che restano, si mette a rischio la posizione dei lavoratori del commercio e della logistica, ma anche quella dei produttori ai quali, crescendo la posizione di monopolio, saranno portati sempre più verso un ribasso continuo dei prezzi di vendita.

Mentre alcuni si compiacciono dell’efficienza, della comodità e del relativo risparmio – perché è vero che i prodotti inviati attraverso Amazon arrivano presto e spesso sono venduti a un prezzo ribassato – c’è una parte di mondo che diventa più povero, meno tutelato, ricattabile: se a un risparmio di tempo e denaro individuali corrisponde un maggior costo sociale (oltre che personale) in termini di dignità dei lavoratori e posti di lavoro, allora il bilancio è certamente negativo. E lo è per tutti, anche per chi persegue i soli propri interessi individuali, perché una società più povera, in termini economici, morali, di sicurezza è un costo per tutti”.

Amazon non piace nemmeno a Trump

Anche il presidente USA Donald Trump esattamente un anno fa portò avanti una campagna “anti Amazon” cercando di ostacolare il suo business con il risultato che il titolo ebbe delle forti perdite in Borsa. Sebbene i veri obiettivi avessero dei retroscena politici, lo scenario che si prospettava era quello di una vera e propria «ossessione» da parte del Presidente USA nei confronti della società di Bezos, arrivando a riconsiderare seriamente la modifica del trattamento fiscale di Amazon. Tra le accuse c’era quella di essere la causa principale della crisi dei piccoli rivenditori e del servizio postale americano.

amazon
Magazzini automatizzati e dipendenti super controllati questi i mood di Amazo

I monopoli – tutti – generano maggiore povertà, favoriscono la concentrazione dei capitali e contribuiscono ad allargare la forbice che separa una minoranza progressivamente più ridotta e più ricca da una maggioranza più allargata e sempre più povera, proponiamo un gesto di resistenza e di schieramento a partire dalla dissociazione da quello che oggi si presenta come il monopolio in più ampia e rapida espansione e commercialmente più aggressivo: Amazon”.

A Febbraio scoppia la protesta dei fattorini di Amazon, 120 consegne al giorno

Silvano fa 120 consegne di media al giorno, con orari lavorativi che iniziano all’alba e si esauriscono al tramonto (“Esco la mattina alle 5, rientro alle 19“). “Loro più vedono che noi riusciamo a consegnare e più ci caricano– spiega- riducono personale, ma non i carichi”. Ma 120 consegne al giorno sono eccessive, conferma anche Roberto, 64 anni, un passato da cameraman, una vita da far ripartire: “Pensavo che il fattorino fosse un lavoro facile. Ma con questi carichi non si può”.

Roberto spiega come a 64 anni con un massimo di 100 stop al giorno si riuscirebbe a svolgere un lavoro dignitoso, non con 120 però. “Conta il numero di stop, non il numero di pacchi“, dice, proprio perché una fermata può includere più consegne, “anche fino a 15 pacchi”, sottolinea il driver. “Resta il fatto che quattro minuti a consegna non vanno bene“, spiega, soprattutto se si pensa al tempo che a volte impieghi per parcheggiare: “Non puoi mica parcheggiare sempre davanti al civico- aggiunge Roberto- e non sempre il cliente arriva subito, a volte sono condomini con vari interni, ti dice ‘arrivo’, poi passa un quarto d’ora… e non è colpa né mia né sua, ma di questa dinamica”, conclude.

Perciò MENO AMAZON e PIU’ COMMERCIO LOCALE, e farai tutti contenti…..questo è il nostro invito !

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