Apple taglia le stime sulla crescita dei ricavi, pesa la frenata del mercato cinese

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La trimestrale impeccabile non basta a Apple. Il colosso di Cupertino ha perso l'8% giovedì a Wall Street abbandonando la soglia record dei mille miliardi di capitalizzazione a causa delle non brillanti vendite di iPhone.
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Apple ha rivisto al ribasso le stime sui propri ricavi nell’ultimo trimestre del 2018, provocando la caduta del titolo a Wall Street (fino all’8%) e la sospensione temporanea dagli scambi nella serata di mercoledì. Quando, giovedì, i titoli sono tornati a scambiare, la perdita dei titoli di Apple si è confermata sopra gli otto punti percentuali (segui in diretta). Un fattore che sta pesando su tutte le Borse mondiali.

Nella serata italiana del 2 gennaio, la società americana ha deciso di comunicare agli investitori il taglio delle stime, anticipando possibili report negativi. È stato l’amministratore delegato, Tim Cook, a scrivere una lettera agli azionisti per annunciare la frenata, ammettendo che i risultati dei tre mesi da ottobre a dicembre 2018 “potrebbero essere diversi” dalle stime fatte dall’azienda in precedenza. Nel trimestre, il primo per l’esercizio contabile della società di Cupertino, Apple stima infatti di avere ricavi per 84 miliardi di dollari, in calo rispetto alle previsioni iniziali che puntavano su 91,5 miliardi e anche rispetto allo stesso periodo del 2017, quando la società aveva incassato 88,2 miliardi. I conti dell’ultimo trimestre dell’anno sono sempre guardati con attenzione dagli investitori perché includono il periodo natalizio.


I motivi della frenata

Due sono i principali fattori della frenata prevista da Apple: un impatto “significativamente maggiore” della debolezza di alcune economie emergenti, in primis la Cina, e una domanda più debole di iPhone nella stagione natalizia appena chiusa. Parlando della situazione, Cook scrive: “Non abbiamo previsto l’importanza della decelerazione dell’economia della Cina”. In particolare, le vendite di iPhone, Mac e iPad nella seconda economia mondiale sono calate del 100% da un anno all’altro. L’amministratore delegato cita nella sua lettera le tensioni commerciali: “Mentre il clima di incertezza è pesato sui mercati, gli effetti sembrano aver raggiunto anche i consumatori”. Ancora, Cook cita con franchezza, pur senza fornire numeri, il calo delle visite ai negozi Apple nel Paese.

Il secondo fattore citato da Cook è una domanda più debole per gli iPhone nella stagione delle feste. Gli “upgrade degli iPhone”, ovvero i clienti che hanno scelto di cambiare un vecchio modello con uno dei nuovi presentati da Apple a settembre, sono stati meno di quanti l’azienda aveva previsto. Il rallentamento nelle vendite di iPhone rappresenta da tempo una preoccupazione per gli investitori, che temono la saturazione del mercato per gli smartphone prodotti da Apple.


Lo stile Apple

Molte aziende quotate scelgono di comunicare al mercato degli aggiornamenti sulle proprie stime. Ma l’annuncio di Apple è raro perché porta la firma di Tim Cook, un resoconto dettagliato della situazione e la descrizione dell’attività dell’azienda nel trimestre. Nonostante la frenata, Apple stima di finire il trimestre in ottima salute, con un margine lordo del 38% e una crescita negli altri settori della società.

Il significato per i mercati

Apple è la seconda società per capitalizzazione al mondo, da poco superata da Microsoft nella classifica delle società quotate. L’annuncio di Cook aggiunge dunque ulteriore pressione sugli investitori globali che hanno iniziato il 2019 con preoccupazioni sulle tensioni commerciali e il timore per una possibile recessione.

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