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NVIDIA Quadro vDWS: un primo assaggio del futuro in cloud dei computer

NVIDIA ha presentato il nuovo software Quadro vDWS, che permette di eseguire software sui server con schede Tesla anziché sulle workstation. Un cambio di paradigma che prelude (forse) ai cambiamenti che arriveranno nei prossimi anni nella gestione dei computer, sempre più ridotti a dispositivo di nicchia. Un'evoluzione del mercato che va verso la cloud a tutta velocità.

NVIDIA Quadro vDWS: un primo assaggio del futuro in cloud dei computer

NVIDIA ha annunciato il software Quadro vDWS, acronimo che sta per "Quadro Virtual Data Center Workstation Software". Tale software permette di sfruttare la potenza di elaborazione dei server dotati di schede Tesla con architettura Pascal per svolgere compiti che altrimenti richiederebbero una workstation. Questo sposta, quindi, la necessità di avere hardware prestante verso la "nuvola", in piena armonia con i recenti sviluppi in tema di cloud computing. E gli scenari che questo fatto apre meritano qualche considerazione.

Quadro vDWS è pensato per permettere l'utilizzo di software con un carico computazionale impegnativo (es. rendering fotorealistico, realtà virtuale, deep learning, simulazioni scientifiche, encoding di video) senza che l'utente debba avere una macchina dalle prestazioni elevate e spostando, quindi, il carico di lavoro verso un centro di calcolo. Il servizio prenderà effettivamente il via a partire dal 1 settembre, ma i server su cui è possibile installarlo sono già in vendita e comprendono più di 120 sistemi da più di 30 produttori.

NVIDIA pone l'accento, nell'articolo pubblicato sul suo sito, sul fatto che le imprese si stanno trasformando e i flussi di lavoro includono sempre più elementi che richiedono una capacità di calcolo elevata - e questa moda sembra destinata a proseguire anche in futuro.

Spostare quindi il carico di elaborazione verso una struttura centrale - un server, un rack o addirittura un datacenter - sembra apparire come la soluzione che prenderà piede in futuro, aiutata da uno spostamento in questa direzione dell'intero mercato. NVIDIA afferma che è possibile utilizzare anche programmi come 3DS Max, Showcase e Solidworks sui server dotati di Quadro vDWS, rendendo di fatto le workstation grafiche non più necessarie. Ma non ci si ferma qui.

Sia NVIDIA che Intel hanno speso molte risorse nella creazione di schede per il GPGPU e sembra che questa scelta stia in qualche modo delineando il futuro dei computer. Se, infatti, al momento vediamo una grande enfasi sullo spostamento del calcolo in cloud per l'utenza aziendale e per compiti ben specifici, dall'altro lato è possibile intravedere già ora dei movimenti in questo senso anche per quanto riguarda l'utenza comune: servizi come GeForce Now e PlayStation Now sono infatti uno dei primi esempi di elaborazione svolta direttamente in cloud e poi gestita da remoto dall'utente.

Seppur sia difficile fare previsioni temporali riguardo l'avvento di sistemi operativi come Windows in cloude, quindi, uno spostamento totale di tutto l'ambiente lavorativo verso centri di calcolo unici senza seguire più il modello diffuso ora imperante, la direzione generale sembra tracciata. Come già avvenuto in innumerevoli occasioni in passato, è il mercato aziendale ad aprire le fila di soluzioni che vanno poi a impattare anche sulle vite quotidiane degli utenti comuni.

Gli aspetti positivi sarebbero numerosi e comprenderebbero la disponibilità di capacità di calcolo non più limitata dall'hardware in possesso, oltre alla scomparsa della necessità di cambiare il proprio hardware in favore di macchine più prestanti. In questo senso, l'utenza comune potrebbe trarre un grande vantaggio da questo cambio di paradigma.

Interessante è analizzare, dall'altro lato, l'impatto che questo modello potrebbe avere sull'attuale infrastruttura e quali contromisure, invece, richiederebbe per rispondere alle esigenze di sicurezza e disponibilità del servizio. Una connessione costante a una macchina virtuale da parte di milioni di utenti richiede infatti una robusta infrastruttura di rete, che dovrebbe sopportare un carico di lavoro molto più elevato dell'attuale e garantire che l'esperienza d'uso sia similare a quella che si può ottenere con una macchina in locale. È anche necessario però pensare che un sistema centralizzato è per sua natura vulnerabile ad attacchi che possono limitarne la disponibilità (es. DDoS) o a violazioni di sicurezza che sono più difficilmente effettuabili su un numero elevato di dispositivi distribuiti sul territorio.

Da non dimenticare è, inoltre, l'aspetto del controllo sul sistema e sui dati. Figure integraliste come Richard Stallman premono da decenni su questo punto e, seppure sfocino a volte nell'esagerazione, fanno riflettere sul mancato controllo che una piattaforma chiusa e proprietaria dà all'utente. Il paradigma proposto da Quadro vDWS rende ancora più importante questo aspetto: se l'utenza aziendale può (attualmente, perlomeno) acquistare i server su cui eseguire le workstation virtuali, altrettanto non accadrebbe per l'utenza comune che rischia di perdere totalmente il controllo sul proprio ambiente virtuale - già ora gravemente compromesso.

L'evoluzione che NVIDIA Quadro vDWS lascia intravedere porta con sé luci e ombre. Il software della casa di Santa Clara può rappresentare un importante passo in avanti per la produttività e per il calcolo ad alte prestazioni nelle aziende. Difficile, d'altro canto, emettere una sentenza sulla sua applicabilità in un contesto più ampio.

Fonte articolo: hwupgrade.it

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