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Email KO e il caso Office 365 Down: e se il cloud pubblico fosse discontinuo per natura? Ecco cosa è accaduto nei giorni scorsi e una possibile via d'uscita

Nessuna possibilità di inviare o ricevere email per un lasso di tempo che, in alcune parti del mondo, Europa compresa, ha toccato anche le 14 oreQuanto costa alla vostra azienda e alle vostre tasche un periodo di inattività così lungo per uno strumento di comunicazione e business ormai base per chiunque?

La risposta non è semplice ma la domanda è abbastanza chiara per aprire un necessario momento di riflessione di fronte a quanto capitato a Office 365 lo scorso venerdì 6 aprile.

Per diverse ore infatti la piattaforma cloud di casa Microsoft, come si dice ormai in gergo comune, è andata in “down” e sui social, da Twitter a Facebook l’hashtag #Office365Down è finito immediatamente in trend topic, altro segno evidente di quanto delicato sia il tema e scoperto il nervo della continuità del servizio. Down e blocchi di questo genere negli ultimi tempi, l'ultimo registrato lo scorso gennaio, si stanno ripetendo con una frequenza piuttosto preoccupante.
 
Non a caso, molti portali Web hanno addirittura dedicato spazi ad hoc di analisi in tempo reale su quanto accade a Office 365. Qui sotto per esempio, è possibile monitorare cosa accade e cosa è accaduto a Office 365 e quanto è durato “Office 365 down” a questo secondo indirizzo poi è possibile accedere ad una mappa ancora più chiara delle aree di malfunzionamento o blocco del servizio Office 365.

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Office 365 down ed email fuori uso… ma possiamo davvero permettercelo?

Di fronte al ripetersi di questi episodi che, come anticipato, negli ultimi mesi, si sono intensificati, molti esperti si stanno anche domandando se, con lo spostamento verso il cloud di asset critici come la posta elettronica le imprese abbiano messo in conto una inevitabile tolleranza verso la “non continuità” del servizio…

La domanda ovviamente è retorica perché in tempi in cui strumenti come social network e chat ti permettono di essere collegato e connesso ovunque e comunque, un “buco”, uno stop per uno strumento come la posta elettronica, cui sono affidati preventivi, invio di offerte e dati critici, senza esagerazione può determinare il destino di una impresa.

«La tematica è molto delicata – ha spiegato Pete Banham, esperto di “cyber resilience”  in una recente intervista rilasciata a The Inquirer - Microsoft Office 365 è stata colpito a più riprese da fenomeni di inattività lo scorso 6 aprile e anche in precedenza, con clienti in tutto il mondo che non sono stati in grado di accedere ai propri servizi o ai portali di amministrazione.

Una dipendenza operativa estesa di strumenti come la posta elettronica dall'ambiente Cloud crea rischi aziendali che devono essere risolti immediatamente e, soprattutto, conosciuti con grande attenzione. Qualsiasi esternalizzazione di un servizio critico come la posta elettronica deve considerare sin da subito chi subirà maggiormente il danno di reputazione, economico e operativo in caso di blocco... danno che può essere davvero molto grave».

Office 365 down ed email fuori uso c’è una alternativa al cloud?

Per molte imprese con poche competenze tecnologiche e risorse, affidarsi ad un fornitore esterno per la propria posta elettronica ma anche per tematiche come SPAM, phishing, ransomware, ecc. ha estremamente senso e in molti casi sta funzionando.

Tuttavia, quando si parla di organizzazioni con una particolare attenzione per le proprie informazioni, per la loro gestione e, in tempi di GDPR, per il tema privacy, le alternative al cloud esistono e, a fronte di quanto sta accadendo, stanno raccogliendo crescenti consensi come racconta Kevin Beatty, VP di MDaemon Technologies «L'uso del cloud per la posta elettronica non è di per sé una cosa negativa a seconda delle esigenze della propria azienda – racconta Beatty -. Ma privacy e controllo (anche a fronte di fenomeni come Office 365 Down e tutto quanto sta accadendo con il caso Facebook ndr.) stanno diventando sempre più critici per manager e imprese che, non a caso, stanno cercando e spesso trovando valide alternative. Una di queste è sicuramente il server di posta elettronica MDaemon, da oltre 20 anni sul mercato con una vasta base installata in tutto il mondo».
 
Office 365 Down ed email fuori uso, perché scegliere MDaemon

MDaemon, come anticipato, è un server di posta elettronica moderno che può essere installato on premise o nel cloud privato e che grazie alla sua flessibilità può essere usato con qualsiasi configurazione di rete.

Al di là delle riflessioni già fatte precedentemente per il cloud e delle “ovvie” caratteristiche che deve possedere un mail server moderno, ci sono altri motivi per cui MDaemon può diventare un scelta consigliabile:
 

  • è flessibile: si adatta alla tua realtà e alle tue esigenze anche qualora queste dovessero cambiare nel tempo, il che salvaguarda il tuo investimento;
  • è completo: puoi accedere ai tuoi messaggi ovunque ti trovi e con qualsiasi dispositivo: computer, web, mobile;
  • è sicuro perché integra i più moderni protocolli di sicurezza, anti-abuso e antispam per proteggere la tua posta elettronica e le tue informazioni da attacchi di malintenzionati e per evitare che la tua casella di sposta elettronica venga intasata da messaggi inutili (se non addirittura dannosi);
  • include un potente filtro di contenuti per “piegare” il mailserver alle proprie esigenze organizzative e di processi aziendali

 
Non ultimo, MDaemon dispone di specifici plugin per la gestione della PEC (Posta Elettronica Certificata), per l’archiviazione email e per l’antivirus che permettono di avere un completo sistema di messaggistica completamente sotto il proprio controllo.

Fonte notizia: Hwupgrade.it

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