Una presa di posizione, quella dell'FBI, che ha mandato su tutte le furie Kaspersky - protagonista, di recente, di una polemica con Microsoft, poi conclusasi con un accordo fra le due aziende: Microsoft modifica Windows 10 e Kaspersky ritira la denuncia in Commissione Europea -.


I portavoce di Kaspersky hanno commentato come sia incredibile che venga assunto questo tipo di comportamento nei confronti di un'azienda che si è sempre attenuta alle leggi e che ha in ogni occasione usato atteggiamenti etici.

Kaspersky, sempre stando alle posizioni dell'azienda russa, non ha mai collaborato né collaborerà con alcun governo. Lo stesso Eugene Kaspersky, fondatore e CEO dell'azienda, ha proposto una sua testimonianza formale dinanzi al Congresso e ha messo a disposizione il sorgente dei prodotti Kaspersky per un eventuale audit.

La pubblica amministrazione statunitense non potrà più usare i prodotti per la sicurezza a marchio Kaspersky: le agenzie federali sono obbligate a procedere con la disinstallazione entro 90 giorni. Si teme una connivenza di Kaspersky con il governo russo anche se l'azienda rigetta ogni accusa.

La mossa, figlia della recente presa di posizione dell'FBI (FBI ritiene Kaspersky troppo vicina al governo russo e sconsiglia i suoi prodotti), è stata - com'era prevedibile - aspramente criticata da Kaspersky che ha rigettato tutte le accuse.

La società russa ha puntualizzato più volte di non avere alcun legame con il governo del Cremlino e di non mettere a disposizione delle autorità nessun dato degli utenti.
Kaspersky ha poi aggiunto che la decisione statunitense è stata assunta senza basarsi su alcuna prova concreta.


Il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti d'America ha disposto che le agenzie federali facciano un inventario dei software installati così da identificare i prodotti Kaspersky in uso entro 30 giorni e inizino la loro completa dismissione nel giro di 90 giorni.